28/01/2012
Economia italiana
Tremonti spiega Monti
L'agenzia di rating Fitch ha tagliato il giudizio sovrano sull'Italia da 'A+' ad 'A-' con outlook negativo. Il taglio di due livelli del rating dell'Italia, si spiega da Fitch, riflette "preoccupazioni specifiche" per il Paese, legate in primo luogo alla crescita dei tassi di interesse e alla dinamica del debito pubblico. Per Fitch il rialzo permanente dei costi di finanziamento e l'aumento dei tassi di interesse hanno "conseguenze negative sulle dinamiche a lungo termine del debito pubblico".
Per l'agenzia di rating l'Italia, "a causa del suo elevato debito pubblico e del basso tasso di crescita economica", è particolarmente vulnerabile alla natura sistemica della crisi dell'Eurozona. In ogni caso, si sottolinea da Fitch, "un'azione piu' severa sul rating italiano è stata evitata dal forte impegno del governo a ridurre di deficit di bilancio e a implementare le riforme strutturali", come anche dall'operazione della Bce per il rifinanziamento a lungo termine.
L'agenzia ha rivisto il rating sovrano assegnato a sei Paesi della zona Euro. Sono stati declassati anche i rating di Spagna, Belgio, Slovenia e Cipro.
Il rating del Belgio passa a 'AA' dal precedente 'AA+' con outlook negativo e il giudizio sulla Spagna è stato tagliato a 'A' da 'AA-' con prospettive negative. La Slovenia è stata declassata a 'A' da 'AA-' con outlook negativo e Cipro a 'BBB-' da 'BBB' con outlook negativo. Il rating dell'Irlanda è stato confermato a 'BBB+' ma con prospettive negative.
Il presidente del Consiglio commenta con "distaccata serenità" il downgrade dell'Italia. I giudizi dell'agenzia di rating "rilevano cose che non sono particolarmente nuove - ha spiegato Mario Monti al Tg1-. Per esempio che l'Italia ha una elevatissimo debito pubblico. Lo sapevamo. Rilevano anche che il modo in cui l'eurozona viene governata non è perfetto. Lo sapevamo". "Dicono anche cose che danno un riscontro positivo a quello che si sta facendo -ha aggiunto Monti-. Ci sono molti apprezzamenti per quanto hanno fatto governo e Parlamento. Lunedì andiamo a Bruxelles a occuparci del miglioramento dell'eurozona. I giudizi positivi -ha concluso - fanno più piacere. Quando sono parzialmente negativi fanno meno piacere. Sarebbe massimo dispiacere se condannassero le politiche che facciamo oggi. Ma questo non sta avvenendo".
''Abbiamo approvato questo decreto legge sulla semplificazione, una semplificazione orientata ai cittadini e all'economia''. A spiegarlo è il presidente del Consiglio, Mario Monti, al termine di un consiglio dei ministri durato oltre 6 ore. ''Nelle riforme strutturali per la crescita - dice Monti- è importante che ci siano queste misure''. Quello varato oggi è "un insieme di provvedimenti che migliorano la qualità della vita dei cittadini, che hanno rapporti nei vari momenti della loro vita con la pubblica amministrazione, e migliora anche la competività dell'economia attraverso il miglioramento della produttivtà''. Non solo. ''Dimostra, ancora una volta, l'impegno dell'Italia nelle riforme in linea con le raccompandazioni della Commissione euroepa e di altre istituzioni autorevoli''.
A chi si interrogava sull'insolita durata del Cdm, Monti ha replicato con il consueto garbo: "Non dovete sorprendervi: a noi piace essere molto veloci per prendere decisioni, ma piace anche esaminare le cose approfonditamente e nel dettaglio in modo da avere un pieno convincimento collegiale sulle cose che adottiamo". "Siamo considerati un governo molto decisionista, ma non c'era molta scelta considerate le condizioni in cui ci siamo trovati ad agire".
Rinviata invece per il momento la decisione del governo in tema di valore legale del titolo di laurea. L'esecutivo deciderà dopo "una consultazione pubblica sul tema", fa sapere Monti. "E' un tema di cui si dibatte dai tempi di Einaudi e al quale noi ci siamo accinti con animo sgombro da pregiudizi ideologici. Da parte mia - dice il presidente del Consiglio - ero favorevole a superare il simbolismo del valore legale della laurea. Ma il tema è più complicato, per questo non lo affrontiamo in questo decreto". Monti ha annunciato, quindi, l'intenzione di "aprire una consultazione pubblica" su un documento definito dal ministro Profumo. "Poi trarremo le conclusioni", ha spiegato il premier sottolineando: "Quando troviamo temi per i quali è necessario un approfondimento di idee, noi siamo favorevoli al dibattito di idee". E il dibattito, ha fatto sapere Profumo avverrà via Internet.
A illustrare le novità principali contenute nel decreto sono stati i ministri competenti. Novità in arrivo per i cambi di residenza, che ''si verificheranno all'atto della dichiarazione". Quindi, in tempo reale. Controlli e sanzioni "in caso di dichiarazioni sbagliate'', verranno fatti in seguito. Spiega il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi. Secondo i dati forniti dal ministro il cambio di residenza riguarda ''1,4 milioni di cittadini e famiglie all'anno''.
Le nuove norme in materia di semplificazione negli appalti consentiranno risparmi per oltre 140 milioni di euro l'anno per le imprese, assicura Patroni Griffi. ''L'utilizzazione della banca dati semplifica - ha spiegato- la partecipazione alle gare di appalto. Ora, se un'impresa prende parte a 20 gare, deve presentare 20 volte la stessa documentazione. Concentrando la documentazione delle imprese in un fascicolo presso la banca dati dell'Autorità, saranno direttamente le stazioni appaltanti a consultare quel fascicolo che sarà cura delle imprese aggiornare''.
Non solo. ''Ogni anno vengono introdotti nuovi oneri per le imprese. Noi vogliamo che ogni anno amministrazioni e governo siano in grado di capire quanti oneri sono stati introdotti in un determinato settore e quanti ne sono stati eliminati, in modo che il saldo sia zero o inferiore''. Se i costi saranno superiori a quelli che sono stati eliminati ''scatterà una delega regolamentare del governo, per la riduzione di oneri afferenti a quel settore in modo da riportare il saldo zero''. Le misure, sottolinea Patroni Griffi, sono orientate a ''migliorare le condizioni di vita dei cittadini e delle imprese''.
L'eliminazione dei documenti cartacei, relativi alla protezione dati personali, porterà risparmi pari a 320-325 milioni di euro l'anno, afferma il ministro della Pubblica amministrazione.
Al via con il nuovo decreto anche una cabina di regia sull'agenda digitale. Quello dell'agenda digitale, spiega il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, ''è uno dei grandi temi aperti per lo sviluppo del Paese''. ''C'è molto ancora da fare, siamo indietro e dobbiamo accelerare. Abbiamo previsto una cabina di regia che affronterà i punti chiave dell'agenda digitale: gli investimenti per la banda larga, le strategie per la sua diffusione ma anche gli investimenti per la formazione per i cittadini e per la pubblica amministrazione all'uso della banda larga. La cabina di regia deve costruire questo percorso''.
In arrivo poi un piano nazionale di edilizia scolastica''con un consistente stanziamento di risorse'', annuncia De Vincenti. La realizzazione sarà concertata con gli altri ministri competenti e con la Conferenza Stato regioni. In particolare gli interventi ''punteranno al miglioramento dell'efficienza energetica; ci sarà una riduzione dei costi e delle spese di funzionamento'', spiega il sottosegretario.
Cambi di residenza in tempo reale, certificati piu' veloci, scadenza dei documenti di riconoscimento il giorno del compleanno. Queste alcune delle misure del decreto legge semplificazioni che interessano i cittadini.
CAMBI DI RESIDENZA IN TEMPO REALE: duplice l'obiettivo, quello di consentire l'effettuazione del cambio di residenza con modalita' telematica e di produrre immediatamente, al momento della dichiarazione, gli effetti giuridici del cambio di residenza in modo da evitare i gravi disagi e gli inconvenienti determinati dalla lunghezza degli attuali tempi di attesa. I cambi di residenza tra Comuni diversi sono circa 1.400.000 all'anno.
PROCEDURE ANAGRAFICHE E DI STATO CIVILE PIU' VELOCI: Oltre 7 milioni di comunicazioni verranno effettuate esclusivamente in via telematica. I cittadini avranno tempi piu' rapidi nella trascrizione degli atti di stato civile, essenziale a fronte dei fondamentali eventi della vita (nascita, matrimonio e morte), nella cancellazione e iscrizione alle liste elettorali e nei cambi di residenza. Inoltre, con la medesima modalita' sono previste le comunicazioni tra Comuni e Questure relative ai cartellini delle carte d'identita' e alle iscrizioni, cancellazioni e variazioni anagrafiche degli stranieri. Le comunicazioni telematiche consentiranno un risparmio per le amministrazioni quantificabile in almeno 10 milioni di euro all'anno (tenendo conto solo delle spese di spedizione).
DOCUMENTI RICONOSCIMENTO: questi documenti scadranno nel giorno del compleanno. La norma intende evitare gli inconvenienti che derivano spesso dal non avvedersi della scadenza.
PATENTI DI GUIDA: Sara' piu' semplice e veloce, per i guidatori ultraottantenni, rinnovare la patente. Il rinnovo, di durata biennale, potra' essere effettuato direttamente presso un medico monocratico e non piu' presso una commissione medica locale.
BOLLINO BLU: Il ''bollino blu'', che oggi deve essere rinnovato annualmente, sara' contestuale alla revisione dell'auto che avviene la prima volta dopo quattro anni e poi con cadenza biennale, con evidenti risparmi di tempo e denaro.
PERSONE CON DISABILITA': Verranno eliminate inutili duplicazioni di documenti e di adempimenti nelle certificazioni sanitarie a favore delle persone con disabilita'. Il verbale di accertamento dell'invalidita' potra' sostituire le attestazioni medico legali richieste, ad esempio, per il rilascio del contrassegno per parcheggio e di accesso al centro storico, l'Iva agevolata per l'acquisto dell'auto, l'esenzione dal bollo auto e dall'imposta di trascrizione al Pra.
ASTENSIONE ANTICIPATA DA LAVORO DELLE LAVORATRICI IN GRAVIDANZA: vengono previste diverse fattispecie di astensione obbligatoria in presenza di determinate condizioni.
PRIVACY: eliminato l'obbligo di predisporre e aggiornare il documento programmatico sulla sicurezza (DPS) che, oltre a non essere previsto tra le misure di sicurezza richieste dalla Direttiva europea rappresenta un adempimento meramente superfluo. Restano comunque ferme le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente. Il risparmio stimato per le Pmi e' di circa 313 milioni di euro all'anno.
IMPIANTI TERMICI: Si elimina una inutile duplicazione nelle certificazioni di conformita', con un risparmio stimato in oltre 50 milioni all'anno.
ASSUNZIONI DI LAVORATORI EXTRA UE: la norma riduce gli oneri amministrativi connessi alla stipula del contratto di soggiorno per lavoro subordinato per lavoratori stranieri extra comunitari.
ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI AUTOTRASPORTATORE: viene semplificato l'accesso alla professione di autrasportatore, esentando dall'obbligo dell'esame di idoneita' professionale chi ha superato un corso di istruzione secondaria o chi ha diretto in maniera continuativa, per almeno dieci anni, un'impresa del settore.
Pulizia completa e correzione di tuttiLa spaccatura fra la base leghista e i vertici del partito esiste oppure o è un'invenzione mediatica? I fischi che sabato piazza Duomo ha riservato a Bossi erano proprio per il Senatur, oppure (come dice Renzo) c'è stato un problema di sincronizzazione fra audio e video ed erano rivolti a Monti? E' tempo di dilemmi, in casa Lega. Nelle ultime ore a chiarire qualche dubbio ci aveva pensato Radio Padania Libera. O meglio, gli ascoltatori delle frequenze leghiste. Subito dopo la manifestazione di sabato, infatti, la radio aveva deciso di lanciare un sondaggio on line sul proprio sito. Domanda secca: «Cosa ne pensi dei primi mesi di attività del governo Monti?». Un quesito che, seguendo quello che è il pensiero del partito, non avrebbe dovuto lasciare scampo all'attuale premier. Del resto la Lega è, ad oggi, il più grande partito d'opposizione. E Bossi non nasconde, un giorno sì e l'altro pure, il malcontento verso questo esecutivo. Invece il risultato era stato sorprendente. Oltre l'80% dei votanti (su 5493 voti) s'era detto favorevole a Mario Monti. Il 71,1, addirittura, si diceva «molto soddisfatto». I delusi erano circa il 3%. Gli «arrabbiati», invece, il 12,9. Un giudizio che lasciava poco spazio ai commenti. E che forse evidenziava in modo netto, se i numeri hanno ancora un senso, la divisione fra la base del partito e chi sta al timone. Ma il sondaggio non si trova più. E in Rete la notizia già spopola sui social media. Sulla home page del sito non ve n'è traccia. Sparito. L'area sondaggi, nella side bar sinistra, è completamente vuota. Solo chi ha conservato il vecchio link può ancora accedere e visualizzare i risultati.
Siamo in periodi di pronunciamientos, dice Giulio Tremonti. Giorni pericolosi per la democrazia, soprattutto in Europa: non minacciata da generali e colonnelli ma dai banchieri e dai loro tecnici. «Una volta il pronunciamiento lo facevano i militari - scrive nel suo libro in libreria da oggi, Uscita di sicurezza -. Occupavano la radio-tv, imponevano il coprifuoco di notte eccetera. Oggi, in versione postmoderna, lo si fa con l'argomento della tenuta sistemica dell'euro, con il connesso capo d'accusa spiccabile contro un Paese di fare fallire per sua specifica colpa l'intero eurosistema, come se questo da solo e per suo conto fosse invece davvero stabile (!); lo si fa condizionando e commissariando governi e parlamenti; sperimentando la cosiddetta nuova governance europea "rafforzata". Ed è la finanza a farlo, il pronunciamiento , imponendo il proprio governo, fatto quasi sempre da gente con la sua stessa uniforme, da tecnocrati apostoli cultori delle loro utopie, convinti ancora del dogma monetarista; ingegneri applicati all'economia, come era nel Politburo prima del crollo; replicanti totalitaristi alla Saint-Simon».
Se sospettate che l'ex ministro dell'Economia pensasse all'Italia, mentre scriveva queste righe, avete probabilmente ragione, anche se egli non lo esplicita. Il filo rosso che tiene assieme questa ultima fatica di Tremonti, infatti, parte dalle elaborazioni che aveva già presentato in libri precedenti, ma poi passa attraverso le esperienze di politico e ministro - decine di consessi e luoghi di decisione europei e internazionali - che ha vissuto nei cinque anni della crisi finanziaria iniziata nel 2007.
«Diario e cronaca», dice. Analisi, esperienza sul campo ai vertici e solita verve intellettuale e polemica producono un testo che offre una teoria di quanto è successo e alcune proposte per rimettere in piedi qualcosa di nuovo; ma il tutto realizzato attraverso immagini e affermazioni choccanti, se si pensa che vengono da un politico (non vorrebbe essere chiamato tecnico).
Un libro radicale. Come quando conclude il capitolo sull'Europa parlando di coprifuoco diurno condotto attraverso messaggi sugli spread e del rischio di uscire dalla democrazia per entrare nel dominio di una Ermächtigungsgesetz , la legge sui pieni poteri dettati dall'emergenza voluta da Hitler nel 1933. Una «forma nuova di fascismo, il fascismo finanziario, il fascismo bianco». In Uscita di sicurezza (Rizzoli, pagine 266, 12 euro), Tremonti riprende la critica della globalizzazione che aveva già condotto alcuni anni fa e l'analisi sul ruolo della finanza separata dalle attività manifatturiere e produttive, responsabile principale - a suo parere - della profonda crisi in atto.
Sostiene che non siamo in un semplice cambiamento di fase ma di paradigma, qualcosa che richiede un modo del tutto nuovo di pensare. E che i tentativi fatti sinora dai governi per affrontare i fallimenti della finanza e i pericoli insiti nel suo essere diventata autonoma e più potente degli Stati hanno prodotto zero risultati proprio a causa di un modo di pensare vecchio: con il flop più clamoroso - sostiene - nella creazione del Financial Stability Board (l'organismo incaricato di riformare la finanza globale, guidato sino a pochi mesi fa da Mario Draghi), che «ha funzionato da cavallo di Troia, fabbricato dalla finanza per entrare nella politica e batterla sul suo stesso campo».
Poi, però, passa all'analisi della crisi dell'Europa, e questa è la parte più nuova. Tremonti sostiene che l'euro sia nato con alle spalle «un vuoto di potere» - senza una banca centrale prestatore di ultima istanza e senza un'entità politica che potesse emettere eurobond -, ragione per cui è rimasto «una moneta politicamente neutrale», manovrabile dall'esterno, «soprattutto dal dollaro». Ora, di fronte alla crisi dei debiti sovrani e delle banche, l'Europa deve scegliere tra quattro possibili sviluppi.
Primo, la catastrofe della Ue, «il soffio dell'autunno, della morte, della thanato-politica, tra Nietzsche e Dostoevskij»: per concretizzarla «è sufficiente continuare a fare, o a non fare, ciò che è stato fatto, o non fatto, finora». Secondo, la divisione dell'eurozona: soft se realizzata semplicemente mettendo alcuni Paesi sotto la tutela del Fondo monetario internazionale, hard se condotta con la spaccatura in due o più monete.
Terzo - l'ipotesi preferita -, la riorganizzazione costituzionale dell'Europa: un nuovo patto politico per riscrivere i compiti della Bce, emettere Eurobond, creare una governance comune con controlli e sanzioni sui bilanci pubblici. Quarto, la via che porta all'uscita di sicurezza, da integrare con la soluzione numero tre: il ritorno «alle vecchie gloriose leggi bancarie modellate sul tipo della legge Glass-Steagall del 1933, scritte per dividere l'economia produttiva dall'economia speculativa»; nuove regole globali su trasparenza e integrità nell'economia; Eurobond.
Al fianco di queste proposte-quadro, Tremonti ne avanza altre, più mirate. Una, ad esempio, per rispondere all'invecchiamento della popolazione: «Cambiare la Costituzione per dare ai giovani un "doppio voto politico", due schede invece di una». Nuove idee di democrazia. Anche per evitare i pronunciamenti della tecnofinanza, di coloro che, «loro sì, sono del tutto diversi dal popolo e perciò sanno cosa è bene per il popolo».
Per ora rientra nel campo delle possibilità. Il calcolo probabilistico lo indica Prometeia, l'associazione fondata da Beniamino Andreatta e nel cui comitato scientifico figurano anche Romano Prodi, Alberto Quadrio Curzio e Marco Onado: «E' possibile che si sviluppi una terza fase di ristrutturazione del settore industriale dopo quelle dei primi anni ottanta e novanta». Siamo di fronte a un secondo periodo recessivo che arriva a stretto giro di posta dopo la Grande Crisi del biennio 2008-2009. E allora - indicano gli studiosi di Prometeia, tra le principali società di consulenza finanziaria in Italia - l'esito di questo processo annuncia per forza di cose un cambiamento di paradigma. Il dado è presto tratto. Scrive Prometeia che «nel quinquennio 2008-2013 il numero dei posti di lavoro si sarà ridotto di 800mila unità, di cui 700mila soltanto nel settore industriale». Una Grande Fuga dell'Industria che impone un ripensamento anche delle politiche di welfare e di sostegno al reddito, soprattutto per l'auspicato - ma non ancora pienamente attuato - passaggio a una società del terziario o del post-terziario, capace di ricollocare sul mercato gli esuberi del mercato del lavoro.
LE RAGIONI - Dice Stefania Tomasini, curatrice della ricerca e responsabile delle previsioni economico-finanziarie di Prometeia, che questo scenario da «Apocalypse Now» trova la sua ragion d'essere nel nanismo dimensionale delle nostre imprese («incapaci di attenuare gli effetti della Grande Crisi a causa della debolezza della domanda domestica»), nella stretta creditizia operata dal sistema bancario nel finanziare le imprese («gli istituti di credito sono sempre più selettivi nell'erogazione di liquidità», dice Tomasini, a causa di interessi sempre più alti sull'inter-bancario a causa delle tensioni sul debito sovrano e all'impossibilità della Bce di fungere da prestatore di ultima istanza) e da una «compressione del reddito delle famiglie, che ha determinato una sempre minore possibilità di accumulo (la cosiddetta propensione al risparmio, ndr.), correlata a una riduzione del potere d'acquisto e di spesa in beni durevoli». Da qui, come un cane che si morde la coda, la Grande Industria manifatturiera - di cui s'intravedono gli ultimi retaggi se si pensa ai "favolosi" anni '60 e '70 - sta fuggendo verso altri lidi e mercati inesplorati. E come ignorare la Crisi della Farmaceutica, ormai conclamata, tanto che è «la cura della persona e i servizi legati alla salute il nuovo fronte difficile», aggiunge Tomasini. Sullo sfondo l'esigenza di riformare il mercato del lavoro - avvertita come prioritaria dall'esecutivo Monti - ma che comunque «non attenua gli effetti negativi di questa doppia spirale recessiva - avverte Tomasini - e semmai ha connotati strutturali i cui esiti non sono riscontrabili prima del 2014». D'altronde le previsioni di decrescita del Pil (-1,7% nel 2o12 è l'ultima stima nefasta) lasciano pochi margini di manovra alle parti sociali, anche in previsione di una riforma del sistema degli ammortizzatori, con una progressiva delimitazione d'intervento della cassa integrazione (?), su cui Confindustria e sindacati sembrano piuttosto scettici almeno sul breve-terreno.
07:12 Scritto da: hallet in economia europea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: monti, tremonti, fuga dell'industria, decreto semplificazioni | OKNOtizie |
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