28/01/2012
Economia italiana
Tremonti spiega Monti
L'agenzia di rating Fitch ha tagliato il giudizio sovrano sull'Italia da 'A+' ad 'A-' con outlook negativo. Il taglio di due livelli del rating dell'Italia, si spiega da Fitch, riflette "preoccupazioni specifiche" per il Paese, legate in primo luogo alla crescita dei tassi di interesse e alla dinamica del debito pubblico. Per Fitch il rialzo permanente dei costi di finanziamento e l'aumento dei tassi di interesse hanno "conseguenze negative sulle dinamiche a lungo termine del debito pubblico".
Per l'agenzia di rating l'Italia, "a causa del suo elevato debito pubblico e del basso tasso di crescita economica", è particolarmente vulnerabile alla natura sistemica della crisi dell'Eurozona. In ogni caso, si sottolinea da Fitch, "un'azione piu' severa sul rating italiano è stata evitata dal forte impegno del governo a ridurre di deficit di bilancio e a implementare le riforme strutturali", come anche dall'operazione della Bce per il rifinanziamento a lungo termine.
L'agenzia ha rivisto il rating sovrano assegnato a sei Paesi della zona Euro. Sono stati declassati anche i rating di Spagna, Belgio, Slovenia e Cipro.
Il rating del Belgio passa a 'AA' dal precedente 'AA+' con outlook negativo e il giudizio sulla Spagna è stato tagliato a 'A' da 'AA-' con prospettive negative. La Slovenia è stata declassata a 'A' da 'AA-' con outlook negativo e Cipro a 'BBB-' da 'BBB' con outlook negativo. Il rating dell'Irlanda è stato confermato a 'BBB+' ma con prospettive negative.
Il presidente del Consiglio commenta con "distaccata serenità" il downgrade dell'Italia. I giudizi dell'agenzia di rating "rilevano cose che non sono particolarmente nuove - ha spiegato Mario Monti al Tg1-. Per esempio che l'Italia ha una elevatissimo debito pubblico. Lo sapevamo. Rilevano anche che il modo in cui l'eurozona viene governata non è perfetto. Lo sapevamo". "Dicono anche cose che danno un riscontro positivo a quello che si sta facendo -ha aggiunto Monti-. Ci sono molti apprezzamenti per quanto hanno fatto governo e Parlamento. Lunedì andiamo a Bruxelles a occuparci del miglioramento dell'eurozona. I giudizi positivi -ha concluso - fanno più piacere. Quando sono parzialmente negativi fanno meno piacere. Sarebbe massimo dispiacere se condannassero le politiche che facciamo oggi. Ma questo non sta avvenendo".
''Abbiamo approvato questo decreto legge sulla semplificazione, una semplificazione orientata ai cittadini e all'economia''. A spiegarlo è il presidente del Consiglio, Mario Monti, al termine di un consiglio dei ministri durato oltre 6 ore. ''Nelle riforme strutturali per la crescita - dice Monti- è importante che ci siano queste misure''. Quello varato oggi è "un insieme di provvedimenti che migliorano la qualità della vita dei cittadini, che hanno rapporti nei vari momenti della loro vita con la pubblica amministrazione, e migliora anche la competività dell'economia attraverso il miglioramento della produttivtà''. Non solo. ''Dimostra, ancora una volta, l'impegno dell'Italia nelle riforme in linea con le raccompandazioni della Commissione euroepa e di altre istituzioni autorevoli''.
A chi si interrogava sull'insolita durata del Cdm, Monti ha replicato con il consueto garbo: "Non dovete sorprendervi: a noi piace essere molto veloci per prendere decisioni, ma piace anche esaminare le cose approfonditamente e nel dettaglio in modo da avere un pieno convincimento collegiale sulle cose che adottiamo". "Siamo considerati un governo molto decisionista, ma non c'era molta scelta considerate le condizioni in cui ci siamo trovati ad agire".
Rinviata invece per il momento la decisione del governo in tema di valore legale del titolo di laurea. L'esecutivo deciderà dopo "una consultazione pubblica sul tema", fa sapere Monti. "E' un tema di cui si dibatte dai tempi di Einaudi e al quale noi ci siamo accinti con animo sgombro da pregiudizi ideologici. Da parte mia - dice il presidente del Consiglio - ero favorevole a superare il simbolismo del valore legale della laurea. Ma il tema è più complicato, per questo non lo affrontiamo in questo decreto". Monti ha annunciato, quindi, l'intenzione di "aprire una consultazione pubblica" su un documento definito dal ministro Profumo. "Poi trarremo le conclusioni", ha spiegato il premier sottolineando: "Quando troviamo temi per i quali è necessario un approfondimento di idee, noi siamo favorevoli al dibattito di idee". E il dibattito, ha fatto sapere Profumo avverrà via Internet.
A illustrare le novità principali contenute nel decreto sono stati i ministri competenti. Novità in arrivo per i cambi di residenza, che ''si verificheranno all'atto della dichiarazione". Quindi, in tempo reale. Controlli e sanzioni "in caso di dichiarazioni sbagliate'', verranno fatti in seguito. Spiega il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi. Secondo i dati forniti dal ministro il cambio di residenza riguarda ''1,4 milioni di cittadini e famiglie all'anno''.
Le nuove norme in materia di semplificazione negli appalti consentiranno risparmi per oltre 140 milioni di euro l'anno per le imprese, assicura Patroni Griffi. ''L'utilizzazione della banca dati semplifica - ha spiegato- la partecipazione alle gare di appalto. Ora, se un'impresa prende parte a 20 gare, deve presentare 20 volte la stessa documentazione. Concentrando la documentazione delle imprese in un fascicolo presso la banca dati dell'Autorità, saranno direttamente le stazioni appaltanti a consultare quel fascicolo che sarà cura delle imprese aggiornare''.
Non solo. ''Ogni anno vengono introdotti nuovi oneri per le imprese. Noi vogliamo che ogni anno amministrazioni e governo siano in grado di capire quanti oneri sono stati introdotti in un determinato settore e quanti ne sono stati eliminati, in modo che il saldo sia zero o inferiore''. Se i costi saranno superiori a quelli che sono stati eliminati ''scatterà una delega regolamentare del governo, per la riduzione di oneri afferenti a quel settore in modo da riportare il saldo zero''. Le misure, sottolinea Patroni Griffi, sono orientate a ''migliorare le condizioni di vita dei cittadini e delle imprese''.
L'eliminazione dei documenti cartacei, relativi alla protezione dati personali, porterà risparmi pari a 320-325 milioni di euro l'anno, afferma il ministro della Pubblica amministrazione.
Al via con il nuovo decreto anche una cabina di regia sull'agenda digitale. Quello dell'agenda digitale, spiega il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, ''è uno dei grandi temi aperti per lo sviluppo del Paese''. ''C'è molto ancora da fare, siamo indietro e dobbiamo accelerare. Abbiamo previsto una cabina di regia che affronterà i punti chiave dell'agenda digitale: gli investimenti per la banda larga, le strategie per la sua diffusione ma anche gli investimenti per la formazione per i cittadini e per la pubblica amministrazione all'uso della banda larga. La cabina di regia deve costruire questo percorso''.
In arrivo poi un piano nazionale di edilizia scolastica''con un consistente stanziamento di risorse'', annuncia De Vincenti. La realizzazione sarà concertata con gli altri ministri competenti e con la Conferenza Stato regioni. In particolare gli interventi ''punteranno al miglioramento dell'efficienza energetica; ci sarà una riduzione dei costi e delle spese di funzionamento'', spiega il sottosegretario.
Cambi di residenza in tempo reale, certificati piu' veloci, scadenza dei documenti di riconoscimento il giorno del compleanno. Queste alcune delle misure del decreto legge semplificazioni che interessano i cittadini.
CAMBI DI RESIDENZA IN TEMPO REALE: duplice l'obiettivo, quello di consentire l'effettuazione del cambio di residenza con modalita' telematica e di produrre immediatamente, al momento della dichiarazione, gli effetti giuridici del cambio di residenza in modo da evitare i gravi disagi e gli inconvenienti determinati dalla lunghezza degli attuali tempi di attesa. I cambi di residenza tra Comuni diversi sono circa 1.400.000 all'anno.
PROCEDURE ANAGRAFICHE E DI STATO CIVILE PIU' VELOCI: Oltre 7 milioni di comunicazioni verranno effettuate esclusivamente in via telematica. I cittadini avranno tempi piu' rapidi nella trascrizione degli atti di stato civile, essenziale a fronte dei fondamentali eventi della vita (nascita, matrimonio e morte), nella cancellazione e iscrizione alle liste elettorali e nei cambi di residenza. Inoltre, con la medesima modalita' sono previste le comunicazioni tra Comuni e Questure relative ai cartellini delle carte d'identita' e alle iscrizioni, cancellazioni e variazioni anagrafiche degli stranieri. Le comunicazioni telematiche consentiranno un risparmio per le amministrazioni quantificabile in almeno 10 milioni di euro all'anno (tenendo conto solo delle spese di spedizione).
DOCUMENTI RICONOSCIMENTO: questi documenti scadranno nel giorno del compleanno. La norma intende evitare gli inconvenienti che derivano spesso dal non avvedersi della scadenza.
PATENTI DI GUIDA: Sara' piu' semplice e veloce, per i guidatori ultraottantenni, rinnovare la patente. Il rinnovo, di durata biennale, potra' essere effettuato direttamente presso un medico monocratico e non piu' presso una commissione medica locale.
BOLLINO BLU: Il ''bollino blu'', che oggi deve essere rinnovato annualmente, sara' contestuale alla revisione dell'auto che avviene la prima volta dopo quattro anni e poi con cadenza biennale, con evidenti risparmi di tempo e denaro.
PERSONE CON DISABILITA': Verranno eliminate inutili duplicazioni di documenti e di adempimenti nelle certificazioni sanitarie a favore delle persone con disabilita'. Il verbale di accertamento dell'invalidita' potra' sostituire le attestazioni medico legali richieste, ad esempio, per il rilascio del contrassegno per parcheggio e di accesso al centro storico, l'Iva agevolata per l'acquisto dell'auto, l'esenzione dal bollo auto e dall'imposta di trascrizione al Pra.
ASTENSIONE ANTICIPATA DA LAVORO DELLE LAVORATRICI IN GRAVIDANZA: vengono previste diverse fattispecie di astensione obbligatoria in presenza di determinate condizioni.
PRIVACY: eliminato l'obbligo di predisporre e aggiornare il documento programmatico sulla sicurezza (DPS) che, oltre a non essere previsto tra le misure di sicurezza richieste dalla Direttiva europea rappresenta un adempimento meramente superfluo. Restano comunque ferme le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente. Il risparmio stimato per le Pmi e' di circa 313 milioni di euro all'anno.
IMPIANTI TERMICI: Si elimina una inutile duplicazione nelle certificazioni di conformita', con un risparmio stimato in oltre 50 milioni all'anno.
ASSUNZIONI DI LAVORATORI EXTRA UE: la norma riduce gli oneri amministrativi connessi alla stipula del contratto di soggiorno per lavoro subordinato per lavoratori stranieri extra comunitari.
ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI AUTOTRASPORTATORE: viene semplificato l'accesso alla professione di autrasportatore, esentando dall'obbligo dell'esame di idoneita' professionale chi ha superato un corso di istruzione secondaria o chi ha diretto in maniera continuativa, per almeno dieci anni, un'impresa del settore.
Pulizia completa e correzione di tuttiLa spaccatura fra la base leghista e i vertici del partito esiste oppure o è un'invenzione mediatica? I fischi che sabato piazza Duomo ha riservato a Bossi erano proprio per il Senatur, oppure (come dice Renzo) c'è stato un problema di sincronizzazione fra audio e video ed erano rivolti a Monti? E' tempo di dilemmi, in casa Lega. Nelle ultime ore a chiarire qualche dubbio ci aveva pensato Radio Padania Libera. O meglio, gli ascoltatori delle frequenze leghiste. Subito dopo la manifestazione di sabato, infatti, la radio aveva deciso di lanciare un sondaggio on line sul proprio sito. Domanda secca: «Cosa ne pensi dei primi mesi di attività del governo Monti?». Un quesito che, seguendo quello che è il pensiero del partito, non avrebbe dovuto lasciare scampo all'attuale premier. Del resto la Lega è, ad oggi, il più grande partito d'opposizione. E Bossi non nasconde, un giorno sì e l'altro pure, il malcontento verso questo esecutivo. Invece il risultato era stato sorprendente. Oltre l'80% dei votanti (su 5493 voti) s'era detto favorevole a Mario Monti. Il 71,1, addirittura, si diceva «molto soddisfatto». I delusi erano circa il 3%. Gli «arrabbiati», invece, il 12,9. Un giudizio che lasciava poco spazio ai commenti. E che forse evidenziava in modo netto, se i numeri hanno ancora un senso, la divisione fra la base del partito e chi sta al timone. Ma il sondaggio non si trova più. E in Rete la notizia già spopola sui social media. Sulla home page del sito non ve n'è traccia. Sparito. L'area sondaggi, nella side bar sinistra, è completamente vuota. Solo chi ha conservato il vecchio link può ancora accedere e visualizzare i risultati.
Siamo in periodi di pronunciamientos, dice Giulio Tremonti. Giorni pericolosi per la democrazia, soprattutto in Europa: non minacciata da generali e colonnelli ma dai banchieri e dai loro tecnici. «Una volta il pronunciamiento lo facevano i militari - scrive nel suo libro in libreria da oggi, Uscita di sicurezza -. Occupavano la radio-tv, imponevano il coprifuoco di notte eccetera. Oggi, in versione postmoderna, lo si fa con l'argomento della tenuta sistemica dell'euro, con il connesso capo d'accusa spiccabile contro un Paese di fare fallire per sua specifica colpa l'intero eurosistema, come se questo da solo e per suo conto fosse invece davvero stabile (!); lo si fa condizionando e commissariando governi e parlamenti; sperimentando la cosiddetta nuova governance europea "rafforzata". Ed è la finanza a farlo, il pronunciamiento , imponendo il proprio governo, fatto quasi sempre da gente con la sua stessa uniforme, da tecnocrati apostoli cultori delle loro utopie, convinti ancora del dogma monetarista; ingegneri applicati all'economia, come era nel Politburo prima del crollo; replicanti totalitaristi alla Saint-Simon».
Se sospettate che l'ex ministro dell'Economia pensasse all'Italia, mentre scriveva queste righe, avete probabilmente ragione, anche se egli non lo esplicita. Il filo rosso che tiene assieme questa ultima fatica di Tremonti, infatti, parte dalle elaborazioni che aveva già presentato in libri precedenti, ma poi passa attraverso le esperienze di politico e ministro - decine di consessi e luoghi di decisione europei e internazionali - che ha vissuto nei cinque anni della crisi finanziaria iniziata nel 2007.
«Diario e cronaca», dice. Analisi, esperienza sul campo ai vertici e solita verve intellettuale e polemica producono un testo che offre una teoria di quanto è successo e alcune proposte per rimettere in piedi qualcosa di nuovo; ma il tutto realizzato attraverso immagini e affermazioni choccanti, se si pensa che vengono da un politico (non vorrebbe essere chiamato tecnico).
Un libro radicale. Come quando conclude il capitolo sull'Europa parlando di coprifuoco diurno condotto attraverso messaggi sugli spread e del rischio di uscire dalla democrazia per entrare nel dominio di una Ermächtigungsgesetz , la legge sui pieni poteri dettati dall'emergenza voluta da Hitler nel 1933. Una «forma nuova di fascismo, il fascismo finanziario, il fascismo bianco». In Uscita di sicurezza (Rizzoli, pagine 266, 12 euro), Tremonti riprende la critica della globalizzazione che aveva già condotto alcuni anni fa e l'analisi sul ruolo della finanza separata dalle attività manifatturiere e produttive, responsabile principale - a suo parere - della profonda crisi in atto.
Sostiene che non siamo in un semplice cambiamento di fase ma di paradigma, qualcosa che richiede un modo del tutto nuovo di pensare. E che i tentativi fatti sinora dai governi per affrontare i fallimenti della finanza e i pericoli insiti nel suo essere diventata autonoma e più potente degli Stati hanno prodotto zero risultati proprio a causa di un modo di pensare vecchio: con il flop più clamoroso - sostiene - nella creazione del Financial Stability Board (l'organismo incaricato di riformare la finanza globale, guidato sino a pochi mesi fa da Mario Draghi), che «ha funzionato da cavallo di Troia, fabbricato dalla finanza per entrare nella politica e batterla sul suo stesso campo».
Poi, però, passa all'analisi della crisi dell'Europa, e questa è la parte più nuova. Tremonti sostiene che l'euro sia nato con alle spalle «un vuoto di potere» - senza una banca centrale prestatore di ultima istanza e senza un'entità politica che potesse emettere eurobond -, ragione per cui è rimasto «una moneta politicamente neutrale», manovrabile dall'esterno, «soprattutto dal dollaro». Ora, di fronte alla crisi dei debiti sovrani e delle banche, l'Europa deve scegliere tra quattro possibili sviluppi.
Primo, la catastrofe della Ue, «il soffio dell'autunno, della morte, della thanato-politica, tra Nietzsche e Dostoevskij»: per concretizzarla «è sufficiente continuare a fare, o a non fare, ciò che è stato fatto, o non fatto, finora». Secondo, la divisione dell'eurozona: soft se realizzata semplicemente mettendo alcuni Paesi sotto la tutela del Fondo monetario internazionale, hard se condotta con la spaccatura in due o più monete.
Terzo - l'ipotesi preferita -, la riorganizzazione costituzionale dell'Europa: un nuovo patto politico per riscrivere i compiti della Bce, emettere Eurobond, creare una governance comune con controlli e sanzioni sui bilanci pubblici. Quarto, la via che porta all'uscita di sicurezza, da integrare con la soluzione numero tre: il ritorno «alle vecchie gloriose leggi bancarie modellate sul tipo della legge Glass-Steagall del 1933, scritte per dividere l'economia produttiva dall'economia speculativa»; nuove regole globali su trasparenza e integrità nell'economia; Eurobond.
Al fianco di queste proposte-quadro, Tremonti ne avanza altre, più mirate. Una, ad esempio, per rispondere all'invecchiamento della popolazione: «Cambiare la Costituzione per dare ai giovani un "doppio voto politico", due schede invece di una». Nuove idee di democrazia. Anche per evitare i pronunciamenti della tecnofinanza, di coloro che, «loro sì, sono del tutto diversi dal popolo e perciò sanno cosa è bene per il popolo».
Per ora rientra nel campo delle possibilità. Il calcolo probabilistico lo indica Prometeia, l'associazione fondata da Beniamino Andreatta e nel cui comitato scientifico figurano anche Romano Prodi, Alberto Quadrio Curzio e Marco Onado: «E' possibile che si sviluppi una terza fase di ristrutturazione del settore industriale dopo quelle dei primi anni ottanta e novanta». Siamo di fronte a un secondo periodo recessivo che arriva a stretto giro di posta dopo la Grande Crisi del biennio 2008-2009. E allora - indicano gli studiosi di Prometeia, tra le principali società di consulenza finanziaria in Italia - l'esito di questo processo annuncia per forza di cose un cambiamento di paradigma. Il dado è presto tratto. Scrive Prometeia che «nel quinquennio 2008-2013 il numero dei posti di lavoro si sarà ridotto di 800mila unità, di cui 700mila soltanto nel settore industriale». Una Grande Fuga dell'Industria che impone un ripensamento anche delle politiche di welfare e di sostegno al reddito, soprattutto per l'auspicato - ma non ancora pienamente attuato - passaggio a una società del terziario o del post-terziario, capace di ricollocare sul mercato gli esuberi del mercato del lavoro.
LE RAGIONI - Dice Stefania Tomasini, curatrice della ricerca e responsabile delle previsioni economico-finanziarie di Prometeia, che questo scenario da «Apocalypse Now» trova la sua ragion d'essere nel nanismo dimensionale delle nostre imprese («incapaci di attenuare gli effetti della Grande Crisi a causa della debolezza della domanda domestica»), nella stretta creditizia operata dal sistema bancario nel finanziare le imprese («gli istituti di credito sono sempre più selettivi nell'erogazione di liquidità», dice Tomasini, a causa di interessi sempre più alti sull'inter-bancario a causa delle tensioni sul debito sovrano e all'impossibilità della Bce di fungere da prestatore di ultima istanza) e da una «compressione del reddito delle famiglie, che ha determinato una sempre minore possibilità di accumulo (la cosiddetta propensione al risparmio, ndr.), correlata a una riduzione del potere d'acquisto e di spesa in beni durevoli». Da qui, come un cane che si morde la coda, la Grande Industria manifatturiera - di cui s'intravedono gli ultimi retaggi se si pensa ai "favolosi" anni '60 e '70 - sta fuggendo verso altri lidi e mercati inesplorati. E come ignorare la Crisi della Farmaceutica, ormai conclamata, tanto che è «la cura della persona e i servizi legati alla salute il nuovo fronte difficile», aggiunge Tomasini. Sullo sfondo l'esigenza di riformare il mercato del lavoro - avvertita come prioritaria dall'esecutivo Monti - ma che comunque «non attenua gli effetti negativi di questa doppia spirale recessiva - avverte Tomasini - e semmai ha connotati strutturali i cui esiti non sono riscontrabili prima del 2014». D'altronde le previsioni di decrescita del Pil (-1,7% nel 2o12 è l'ultima stima nefasta) lasciano pochi margini di manovra alle parti sociali, anche in previsione di una riforma del sistema degli ammortizzatori, con una progressiva delimitazione d'intervento della cassa integrazione (?), su cui Confindustria e sindacati sembrano piuttosto scettici almeno sul breve-terreno.
07:12
Scritto da: hallet
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27/01/2012
Governo
Lo stato si dà una mossa
Certificati in tempo reale. E' una delle principali novità per i cittadini che sarà introdotta con il decreto semplificazioni all'esame del Cdm. Grazie allo scambio di dati online tra le diverse amministrazioni, sarà possibile ottenere immediatamente il cambio di residenza, i certificati di nascita e di matrimonio.
Le comunicazioni tra le diverse amministrazioni, si legge in una bozza del provvedimento verranno "effettuate esclusivamente in modalità telematica", grazie a "uno o più decreti del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali". Alcune delle misure previste dal provvedimento, come nel caso dei certificati, sono state introdotte anche su 'suggerimento dei cittadini', grazie alla consultazione online.
Basta, insomma, con le leggi inutili. E una sforbiciata a molte delle lentezze burocratiche più fastidiose. A partire dalle comunicazioni farraginose tra le amministrazioni che avverranno solo online, consentendo di rendere disponibili i certificati più comuni in tempo reale. Vediamole in breve.
Via le leggi inutili. Previsto il taglio di 333 leggi considerate inutili.
Certificati in tempo reale. Grazie allo scambio di dati online tra le diverse amministrazioni, sarà possibile ottenere immediatamente il cambio di residenza, i certificati di nascita e di matrimonio.
Scambio di informazioni tra le amministrazioni. Le comunicazioni tra le diverse amministrazioni sono effettuate esclusivamente in modalita' telematica.
Cambio di residenza. L'iscrizione per trasferimento della residenza con provenienza da altro Comune o dall'estero produce immediatamente gli effetti giuridici dell'iscrizione anagrafica.
Carta d'identità. La scadenza, per le nuove, è fissata al giorno del compleanno.
Commissario. Il privato potrà rivolgersi a un commissario ad hoc in caso di ritardi e lentezze dell'amministrazione pubblica.
Social card. Torna il contestato strumento introdotto da Tremonti. Viene rifinanziata con 50 milioni.
Sud. Viene prorogato di un anno il bonus assunzioni.
Assistenza sociale. L'Inps effettuerà il monitoraggio sulle spese per l'assistenza sociale. In caso di discordanza fra i dati dichiarati e l'indicatore di reddito procede alla segnalazione.
Panifici. Arriva la liberalizzazione degli orari anche per chi produce il pane: salta la tradizionale chiusura domenicale.
Gravidanza anticipata. Si semplifica la procedura per l'astensione anticipata dal lavoro in caso di gravidanze più complesse.
Diversamente abili. certificato unico per attestare lo status di diversamente abile e ottenere le conseguenti agevolazioni.
Autotrasporto. Salta il divieto di circolazione nei giorni precedenti o successivi ai giorni festivi.
Bollino blu auto. Sarà contestuale alla revisione, quindi ogni due anni e non tutti gli anni come avviene ora.
Imprese. Un anno per attivare percorsi sperimentali di semplificazione amministrativa per le attività delle imprese sul territorio.
Pmi. Dichiarazione unica ambientale per le piccole e medie imprese.
Agenda digitale. Entro due mesi saranno rivisti i tempi dell'Agenda digitale.
Salve le pensioni dei lavoratori precoci e degli 'esodati', che saranno 'pagate' attraverso l'aumento delle accise sulle sigarette. Deroga per ottenere i rimborsi elettorali in Molise e rinvio della stretta sulle assunzioni del personale scolastico, da parte degli enti locali. Viene così modificato il decreto legge milleproroghe, nel suo primo passaggio parlamentare. La Camera ha infatti dato la fiducia al governo (469 sì, 74 no e 5 astenuti) sul provvedimento licenziato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali. Hanno votato a favore Pdl, Pd e Terzo Polo; contro Idv e Lega.
Il decreto legge, prima di ottenere l'ok da parte del Parlamento, ha avuto bisogno di un doppio 'make up' da parte delle commissioni. Dopo il primo via libera, della scorsa settimana, e l'approdo in aula, il dl è infatti tornato indietro per cancellare l'incremento dei contributi per gli autonomi. Una copertura che era stata individuata per assicurare le risorse necessarie alle norme su esodati e precoci, ma che non è piaciuta al parlamento e allo stesso ministro del Lavoro Elsa Fornero. Il milleproroghe dovrà ottenere il via libera definitivo, da parte di Montecitorio, martedì prossimo. Poi passerà a Palazzo Madama, dove saranno sciolti alcuni nodi tra cui: le risorse per gli alluvionati della Puglia, i fondi per il settore dell'ippica, gli esuli italiani dalla Libia, i dipendenti della scuola e le ex Ipab.
Secondo il segretario Pd Pier Luigi Bersani "nell'insieme è stato fatto un lavoro parlamentare buono" e il fatto che si siano "risolti alcuni punti, come quello sulle pensioni, è un po' anche un premio al nostro sforzo". Comunque la questione resta aperta ed è unanime la voce di Cgil, Cisl, Uil: occorrono correzioni.
Sul voto di oggi si parla di un calo di consensi (la fiducia del 18 novembre scorso è stata votata con 556 sì mentre il 16 dicembre i favorevoli erano stati 495). Minimizza il segretario del Pdl Angelino: "Il giorno della prima fiducia al governo Monti ciascuno si è fisiologicamente contato. Ma il voto sul 'milleproroghe' è di ordinaria amministrazione, non c'era un segnale politico da mandare all'esterno e l'esito del voto era scontato''.
Ecco di seguito le principali misure approvate alla Camera.
- PENSIONI: Salvi i lavoratori precoci e gli esodati. Per quanto riguarda i precoci i lavoratori che hanno raggiunto i 42 anni di contributi ma non i 62 anni d'età, potranno andare in pensione fino al 2017, senza penalizzazioni. Per il conteggio dell'anzianità contributiva saranno validi anche i periodi di assenza dal lavoro per gravidanza e servizio militare, per malattia, infortunio e cig, mentre resta fuori da conteggio il riscatto degli anni di università. Mentre gli esodati, cioè chi in vista della pensione ha accettato incentivi economici per lasciare il lavoro ma che viene penalizzato dalle nuove regole, potranno andare in pensione con le vecchie regole se il rapporto di lavoro si è concluso entro il 31 dicembre.
AUMENTO SIGARETTE, NO CONTRIBUTI AUTONOMI: Aumento delle accise sulle sigarette, per garantire le coperture necessarie alle modifiche del capitolo pensioni. Con il secondo passaggio nelle commissioni viene così sostituita la copertura per la misura a favore dei lavoratori 'esodati' e precoci, che inizialmente era stata individuata attraverso l'aumento dei contributi per i lavoratori autonomi.
RIMBORSI ELETTORALI MOLISE: Via libera alla deroga per ottenere i rimborsi elettorali per le ultime elezioni in Molise, che si sono tenute lo scorso ottobre. Vengono così riaperti i termini per presentare la richiesta di rimborso delle spese per le consultazioni elettorali relative al nuovo consiglio regionale. Secondo le stime effettuate il rimborso ammonta a circa 300.000 euro.
NO CONDONO MANIFESTI ELETTORALI ABUSIVI: Inserita nel primo passaggio del provvedimento nelle commissioni di Montecitorio la sanatoria è stata cancellata nel secondo 'turno', con un emendamento del governo.
AGENZIA AUTOSTRADE: Eventuali ritardi nella creazione dell'Agenzia per le infrastrutture e trasporti non porteranno alla soppressione dell'ente. Viene così modificata la norma contenuta nella manovra di luglio, sopprimendo la parte di norma che prevedeva la soppressione dell'Agenzia ''in caso di mancata adozione dello statuto'' entro i termini fissati.
SISTRI: Proroga di tre mesi per l'entrata in vigore del Sistri (Sistema di controllo per la tracciabilità dei rifiuti). La nuova data di avvio del sistema viene fissata al 30 giugno di quest'anno.
CONCESSIONI ANAS: Proroga al 31 dicembre 2013 per le convenzioni tra Anas e le società concessionarie. Con la proposta di modifica si stabilisce inoltre che il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con il ministero dell'Economia, ''assume le misure conseguenti alle procedure in essere''.
SCUOLA: La stretta sulla spesa del personale scolastico ed educativo degli enti locali slitta al 2013. Viene quindi spostata al prossimo anno la riduzione di spesa, per le assunzioni a tempo determinato e con contratti di collaborazione, che attualmente è fissata al 50% delle risorse destinate a questa voce nel 2009. Novità in arrivo anche per il personale scolastico, in procinto di andare in pensione. L'accesso al vecchio sistema previdenziali sarà consentito a chi avrà raggiunto i requisiti necessari entro il 31 agosto 2012.
VIGILI STAGIONALI: Via libera ai contratti per i vigili stagionali dei comuni turistici, per tutto il 2013. I contratti stagionali interessano il personale chiamato a svolgere le generali funzioni della polizia locale.
ESULI LIBIA: Per gli esuli della Libia la questione sarà risolta in due tempi, nel passaggio del decreto nelle commissioni è stato approvato un primo emendamento, mentre al Senato saranno prese ulteriori misure in favore degli italiani cacciati dalla Libia nel 1970 da Gheddafi.
TRANSFRONTALIERI: Estesa anche a quest'anno la franchigia dei lavoratori italiani che hanno un'occupazione nei vicini paesi con cui l'Italia non ha sottoscritto accordi specifici per la tassazione, come la repubblica di San Marino o il principato di Monaco. L'importo della franchigia non tassabile sarà pari a 6.700 euro.
CONCESSIONI MARITTIME: Proroga delle concessioni sul demanio marittimo, lacuale e portuale, anche ad uso diverso da quello turistico-ricreativo. Le concessioni in essere al 31 dicembre 2011 vengono prorogate al 31 dicembre 2012.
PIETRELCINA: gli interventi a favore del comune dove è nato padre Pio vengono prorogati di un anno e arrivano 500.000 euro.
COMUNI: Nove mesi di tempo in più per i comuni sotto i mille abitanti che si dovranno accorpare e costituire l'Unione dei comuni.
ALLUVIONATI: Anche Messina, Livorno e Ginosa avranno diritto ai fondi stanziali per le alluvioni che hanno colpito La Spezia, Massa Cassara e Genova. La risorse da dividere ammontano a 70 milioni di euro.
MEDICI: La proroga di un anno dell'intramoenia allargata, che consente ai camici bianchi di svolgere la libera professione fuori dagli ospedali, ove non siano disponibili spazi interni, è stata ridotta di 6 mesi. Il termine fissato non è più quindi il 31 dicembre 2012, bensì il 30 giugno 2012.
Bossi, dopo aver ribadito l’aut-aut degli scorsi giorni, minacciando di far cadere la giunta lombarda guidata da Formigoni, se il Pdl non staccherà la spina al governo Monti, ha attaccato duramente il Cavaliere dall’Aula di Montecitorio. "Tutto il paese vuole strozzare Monti mentre Berlusconi ha paura di mandarlo via. Berlusconi è una mezza cartuccia, ha paura e non so di cosa...".
Poi riferendosi alle vicende giudiziarie dell’ex premier ha detto: "Berlusconi non è stato abbastanza furbo da chiedere una buonuscita...".
Rispondendo con sarcasmo a chi gli chiedeva se Silvio Berlusconi riuscirà a 'salvarsi' dal processo Mills e dalle altre incombenze giudiziarie. Su un contatto col Cavaliere Bossi taglia corto: ''No, non l'ho sentito... che lo sento a fare?''.
Cerca di gettare acqua sul fuoco Berlusconi. "Io sono sereno. Penso che al momento opportuno il centrodestra sarà compatto", dice commentando alla Camera il rinnovato invito di Bossi di ritirare la fiducia al governo: "La situazione è molto difficile. Il governo sta operando con prudenza e credo che in questa situazione sia difficile avanzare delle critiche fondate. No, non mi aspettavo di più", spiega riferendosi al suo successore a Palazzo Chigi. "Ma visto il momento che stiamo attraversando, non credo che le persone responsabili, tra quelle che hanno già dato la fiducia al governo, possano tirarsi indietro", ha aggiunto il Cavaliere facendo sapere che il Pdl non ritirerà l'appoggio al governo Monti.
Poi torna sulle sue dimissioni: "Senza essere stato sfiduciato mi sono fatto indietro con senso di responsabilità e, se permettete, anche con una certa eleganza. Le ragioni che mi hanno portato a quella decisione sussistono ancora".
"Non voglio nemmeno considerare questa eventualita'", afferma il segretario del Pd Pierluigi Bersani commentando l'ipotesi che il Pdl stia studiando la possibilita' di far venir meno l'appoggio al governo Monti. "Ognuno risponde davanti al Paese delle sue responsabilita'".
Per il centrosinistra duqnue, è arrivato il momento di serrare i ranghi, con in mente lo spirito della famosa foto di Vasto, con Bersani che dalle colonne dell'Unità apre le braccia a Sel e Idv invitandoli ad un accordo programmatico, e Vendola e Di Pietro che plaudono al leader del Partito Democratico.
Sel e Idv insieme per "riaprire il cantiere in cui deve esserci anche il Pd, che e' il piu' grande partito del centrosinistra" sottolinea il governatore della puglia. "Pierluigi Bersani non e' il convitato di pietra di questo disegno, ma puo' esserne il protagonista" scandisce Di Pietro scandisce Di Pietro, tornato in forma dopo il malore di ieri ("Sono piu' combattivo di prima, giovane e forte come un leone" scrive su Facebook). "I nostri elettorati -sottolinea, riferendosi a Sel- sono compatibili sulla base dei valori di lavoro, solidarieta' e legalita'. E chi ha detto che lavoriamo per fare il 'quarto polo'? Possiamo anche diventare polo di riferimento". Gli fa eco Vendola: "Sia chiaro che siamo qui per costruire non un polo di testimonianza ma un polo di governo". Il presidente della Puglia avverte, inoltre, che "il dopo Monti produrra' o un ritorno al berlusconismo o un ritorno alla coalizione di responsabilita'" quale si e' prefigurata proprio a Vasto.
Per fare tutto questo, Di Pietro torna a chiedere primarie di coalizione "trasparenti e partecipate, non funzionali agli apparati di partito. Idv potra' esprimere una propria candidatura, ma potrebbe anche, se necessario, appoggiarne un'altra. Ma prima di tutto, stabiliamo chi e' che fa parte della nostra famiglia. Sul tema primarie, Vendola ha fatto voto di astinenza, perche' "si e' costruito un genere letterario sulla mia predilezione narcisistica in materia: mi limito a dire: quando il popolo ha tolto lo scettro alle nomenklature si e' verificata la svolta delle amministrative dopo quella che sembra l'impossibilita' di sconfiggere il berlusconismo".
Di Pietro dal canto suo, promette che non userà più la parola "inciucio" contro il sostegno del Pd al governo di Mario Monti. Interpellato subito dopo la conferenza stampa dell'ex pm con Nichi Vendola, il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha mostrato di gradire la decisione. "Apprezzo sempre i buoni propositi" ha detto il leader democratico, che oggi nell'intervista a 'L'Unita'' aveva criticato l'uso della parola da parte di Di Pietro, come parte di un atteggiamento che "non consentiamo" ad un alleato. "La mia posizione - aggiunge Bersani - come dico da mesi, e' in favore della costruzione di un centrosinistra di governo aperto alle forze moderate e civiche, sulla base di un patto di legislatura finalizzato alla ricostruzione del Paese. Con garanzie di stabilita' e coerenza".
Il prefetto ha firmato giovedì l'ordinanza (leggi il testo completo in pdf) di precettazione dei macchinisti della linea rossa della metropolitana di Milano durante l'agitazione nazionale di venerdì 27 gennaio. Il prefetto ha ordinato il rispetto dei turni di lavoro fino alle 18, in modo tale da impedire che la linea rossa si blocchi nel secondo giorno di apertura, a Rho-Pero, del salone Macef, dedicato ai complementi d'arredo, moda e oggetti da regalo. «Per evitare i disagi dovuti alla predetta concomitanza e per prevenire difficili situazioni di criticità e di ingovernabilità», l'ordinanza stabilisce che «il personale di Atm Spa impiegato nella “Linea 1” della metropolitana, assicuri per il 27 gennaio il regolare servizio nella fascia oraria dalle ore 8.45 alle ore 15.00 secondo la turnazione stabilita». Possibili disagi, invece, dopo le 18.
SOSPESA L'AREA C - Lo sciopero nazionale di venerdì 27 è stato proclamato dai sindacati autonomi e riguarderà due fasce orarie: i mezzi dell'Atm saranno a rischio dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio. E dopo nove giorni di controlli sulle auto che entrano in centro, si spegneranno per tutto il giorno le telecamere di Area C. La decisione è stata presa dal Comune e segue una regola che veniva già applicata nei quattro anni di Ecopass: a causa dello sciopero dei mezzi pubblici, molti milanesi saranno costretti a usare l'auto per spostarsi e, dato che «non ci sarà alternativa all'uso del mezzo privato», non verrà applicato il pedaggio per l'ingresso nella cerchia dei Bastioni.
EURO 3 E VECCHI DIESEL - Nella giornata di venerdì potranno circolare liberamente i veicoli diesel Euro 3, fermi da lunedì 23 gennaio in seguito all’adesione del Comune di Milano al protocollo di collaborazione della Provincia di Milano con i Comuni ricadenti nel suo territorio per il contenimento dell’inquinamento atmosferico. La circolazione sarà consentita anche ai diesel Euro 0-1-2, ai benzina Euro 0, a tutti i cicli e motocicli, in seguito alla sospensione da parte di Regione Lombardia del provvedimento in vigore ogni anno dal 15 ottobre al 15 aprile. Sempre nella giornata di venerdì saranno liberalizzati i turni del servizio taxi, solo per il carico nella città di Milano, nelle fasce orarie interessate dallo sciopero del trasporto pubblico locale.
Fiera Milano, che aveva definito «insensato» lo sciopero, ha voluto ringraziare il prefetto: «A nome delle 1900 aziende che espongono a Macef - afferma l'amministratore delegato di Fiera Milano Enrico Pazzali - e delle molte decine di migliaia di operatori provenienti da tutto il mondo che frequentano questa importante mostra, ringrazio di cuore il prefetto Lombardi, il presidente di Atm Bruno Rota e tutti i lavoratori del trasporto che ci consentiranno di lavorare in condizioni di normalità anche domani».
Redazione Milano onlineMILANO - Venerdì nero per i trasporti: non mancheranno infatti disagi per lo sciopero dei sindacati di base (Usb, Orsa, SlaiCobas, Cib-Unicobas, Snater, SiCobas e Usa) di tutte le categorie pubbliche. L'agitazione riguarda anche scuole, uffici pubblici, poste e telecomunicazioni. Una manifestazione sfilerà per le strade di Roma con un corteo che partirà da piazza della Repubblica e si concluderà in piazza San Giovanni.
MEZZI PUBBLICI E TRENI - Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale (bus, metropolitane e tram), gli orari varieranno da città a città. A Roma gli autisti si fermeranno dalle 8.30 alle 17 per poi riprendere alle 20 fino a fine servizio. A Milano sciopero dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 fino a fine servizio. Sul fronte treni, i ferrovieri dell'Orsa non prendono servizio dalle 21 di oggi fino alle 21 di domani. Trenitalia assicura che circolerà regolarmente circa il 90% dei treni nazionali. Per quanto riguarda i treni media-lunga percorrenza, «saranno assicurati tutti i convogli elencati nell'apposita tabella dei treni previsti in caso di sciopero, consultabile sull'orario ufficiale di Trenitalia e sul sito web fsitaliane.it.
LE MOTIVAZIONI - Lo stop, si legge in una nota delle sigle che aderiscono all'agitazione, è indetto «contro il governo Monti, che conferma le precedenti manovre, riduce il potere d'acquisto dei salari attraverso l'aumento dell'Iva, dell'Irpef locale, dei ticket sanitari, delle accise sulla benzina e l'adozione dell'Ici sulla prima casa, colpisce l'intero sistema pensionistico e il livello di vivibilità economica dei pensionati, privatizza beni comuni e servizi pubblici applicando i dettami della Bce e Unione Europea, che tutelano gli interessi del grande capitale bancario, finanziario ed economico, scaricando i costi della crisi capitalista sui lavoratori e sulle fasce di popolazione più disagiata».
AEREI - Revocato invece lo sciopero di 4 ore che era in calendario sempre per venerdì dalle 13.30 alle 17.30 degli assistenti di volo: Alitalia e i sindacati hanno raggiunto un accordo. Ma un altro stop di 24 ore su tutto il territorio nazionale, sempre domani, riguarda i piloti di Meridiana Fly . Possibili disagi anche negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Dalle 13.30 alle 17.30 è in programma «il primo sciopero generale regionale del trasporto aereo», organizzato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti.
08:49
Scritto da: hallet
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Europa
La Strategia del Dolore dell’Eurozona
BRUSSELS – Per il terzo anno consecutivo, l’Eurozona rappresenta l’anello più debole dell’economia mondiale. Nel 2010, l’attenzione si è focalizzata sulle risposte alla crisi da parte dei paesi periferici della zona euro –Grecia, Portogallo, Irlanda. Nel 2011, la crisi si è spostata verso il centro, scottando l’Italia e la Spagna, ed alimentando le preoccupazioni sulle possibilità di sopravvivenza della stessa eurozona. Ci si chiede se nel 2012 queste tensioni diminuiranno o raggiungeranno un nuovo apice.
Ancora una volta, la crisi greca è al centro dell’attenzione ed incarna le mancanze dell’Europa. Ancora una volta, si devono prendere decisioni difficili per la ristrutturazione del debito e la fornitura di ulteriori aiuti ad Atene. Ancora una volta, gli europei devono accettare che la situazione è più grave di quanto pensassero.
Ma la gravità dei mali della Grecia non dovrebbe oscurare il fatto che si tratta di un’economia modesta e, per molti aspetti, di un caso speciale, estremo. Nessun altro paese europeo ha trasgredito le regole di bilancio dell’Unione Europea quanto la Grecia, o accumulato un debito pubblico altrettanto pesante, e nessun altro paese europeo unisce nella stessa misura uno stato disfunzionale ed un’economia privata non competitiva.
La vera battaglia si sta combattendo in Italia e Spagna. Le condizioni di credito di entrambi i paesi sono peggiorate nella seconda metà del 2011. Sono così elevate in entrambi i paesi –rispettivamente pari al 17% e al 11% del PIL della zona euro- che il loro finanziamento mediante un aiuto multilaterale graverebbe pesantemente sulle risorse dell’Eurozona e del Fondo Monetario Internazionale, o addirittura porterebbe al loro esaurimento. Entrambi i paesi hanno di recente insediato un nuovo governo di orientamento riformista. Ed entrambi si stanno battendo per ristabilire la competitività, promuovere la crescita, ripristinare la solidità fiscale, e ripulire i bilanci delle banche. Se ci riusciranno, l’euro sopravvivrà; se falliranno, l’euro non potrà farcela, almeno non nella sua forma attuale.
Questo è il motivo per il quale il dibattito degli ultimi mesi si è per lo più concentrato, sebbene in modo implicito, sul come sostenere gli adeguamenti e le riforme in Italia e in Spagna. Le proposte per consentire alla Banca Centrale Europea di intervenire con maggiore decisone sui mercati obbligazionari, o per aumentare le dimensioni del “firewall” (programma di protezione) facendo leva finanziaria sul Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (FESF), avevano lo scopo di impostare un tetto massimo sui tassi di interesse pagati da Italia e Spagna sulle loro emissioni del debito.
Allo stesso modo, le proposte per creare titoli obbligazionari comuni avevano lo scopo di sedare le aspettative di insolvenza, garantendo che questi paesi sarebbero stati in grado, alla fine, di accedere al credito in cambio della garanzia dei loro partner dell’Eurozona. Ogni discussione si è svolta in termini generali, ma tutti facevano riferimento proprio a quegli stessi paesi.
Nessuna di queste proposte sarà attuata in tempi brevi. La BCE ha acquistato alcuni titoli italiani e spagnoli, e ne potrebbe comprare ancora, ma ha chiarito che non è pronta ad impegnarsi ad un tetto massimo per i tassi di interesse a lungo termine. Le dimensioni del FESF saranno incrementate accelerando la creazione del Meccanismo permanente della Stabilità Europea, e permettendo che questo si sovrapponga al FESF. Ma la capacità del FESF rimarrà di circa 500 miliardi di euro –ben al di sotto dei 1000 miliardi in più previsti da coloro che sostengono la necessità di esercitare una massiccia potenza di fuoco finanziaria (la cosiddetta “soluzione bazooka”).
Allo stesso modo, gli eurobond sono ufficialmente fuori dall’agenda, almeno per ora. Piuttosto, l’Europa sta mettendo a punto un nuovo patto fiscale per assicurare che tutti i paesi della zona euro adottino ed applichino rigide norme di bilancio.
Queste scelte sono in parte il riflesso di preoccupazioni relative ad aspetti pratici: tutti i sistemi di ingegneria finanziaria che sono stati proposti per proteggere l’Italia e la Spagna da peggiori condizioni creditizie sollevano difficoltà legali, politiche ed amministrative. Ma c’è anche un principio in discussione: si pensa (soprattutto in Germania) che la protezione dalle pressioni di mercato servirebbe solo ostacolare gli adeguamenti e le riforme.
Infatti, in nord Europa vi è la percezione che soltanto gravi tensioni forniscano gli incentivi necessari a superare gli ostacoli interni, politici e sociali, per ridurre drasticamente la spesa pubblica e riformare il mercato del lavoro. Per il sud Europa nessun dolore significa nessun guadagno: una recessione profonda e un forte aumento della disoccupazione possono essere il prezzo di miglioramenti duraturi in termini di produttività e competitività.
Questo ragionamento non è privo di giustificazione. Subito dopo che la BCE ha cominciato ad acquisire bond italiani lo scorso agosto, il governo dell’allora primo ministro Silvio Berlusconi ha fatto marcia indietro sui suoi impegni di riforma fiscale. Anche se poi ha invertito la sua posizione, l’episodio è stato ampiamente considerato come una chiara prova dell’effetto di “azzardo morale” dovuto al sostegno della BCE. Solo dopo che il mercato obbligazionario si è rivoltato di nuovo contro Berlusconi questi veniva sostituito dal riformista Mario Monti.
Ma la strategia è una scommessa ad alto rischio. I governi possono aver bisogno di incentivi per agire, ma devono essere in grado di mostrare ai loro cittadini che la riforma paga. Se dopo alcuni trimestri di aggiustamenti fiscali e riforme dolorose, la produzione diminuisce, la disoccupazione aumenta, le prospettive sono più buie, i governi possono presto perdere il sostegno dell’opinione pubblica e il processo di riforma puòfermarsi, come abbiamo visto in Grecia. Le coalizioni riformiste possono perdere il potere a vantaggio di quelle populiste.
Inoltre un ambiente economico e finanziario degradato aumenta la probabilità di fallimenti bancari, con conseguenze immediate per le finanze pubbliche e la fiducia economica.
Questi rischi sono aggravati dalla necessità di riformare, in una sola volta, diversi paesi. In effetti, c’è un “errore di composizione” nell’attuale approccio: i paesi che hanno bisogno di un serio adeguamento ed un miglioramento della competitività comprendono l’intera area del Sud Europa e la Francia, ed insieme rappresentano oltre la metà del PIL della zona euro. Certo, la competizione per gli investimenti costituisce un incentivo all’azione. Ma l’interdipendenza del sistema economico e finanziario puòrendere inafferrabile il successo se i paesi che si stanno riformando devono affrontare un ambiente locale sfavorevole per la stagnazione o la diminuzione della domanda.
Una cosa è credere che i governi agiscano solo sotto pressione, e che le società accettino le riforme solo quando credono che non vi sia altra alternativa; ben altra cosa è credere che gli adeguamenti e le riforme procederanno, se tutto il Sud Europa è alle prese con la recessione.
Sarebbe più credibile tenere il sud Europa sotto stretto controllo se questa strategia fosse accompagnata da un programma di crescita per tutta la zona euro. Ma, per ora, un programma del genere non si intravede da nessuna parte.
Jean Pisani-Ferry è Direttore di Bruegel, un’istituzione think tank di economia internazionale, Professore di Economia presso l’Università Paris-Dauphine, e membro del Consiglio di Analisi Economica del Primo Ministro francese.
Copyright: Project Syndicate, 2012.www.project-syndicate.orgTradotto dall’inglese da Roberta ZiparoPodcast in inglese a quest’indirizzo:
08:33
Scritto da: hallet
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